Oggi siamo in una House da soli perché non abbiamo trovato posto per stare tutti insieme.
Appena alzati scendiamo per la colazione. Viene servita dalle 7.30 alle 9.00. Ci sediamo ma come in tutti gli altri posti bisogna non avere fretta, qui tutto viaggia ad una lentezza incredibile. Dopo aver guardato il piatto per una ventina di minuti, mi chiedo se la colazione deve durare per tutti fino alle nove.
Quando alla fine arriva, sono passati 50 minuti. La colazione è davvero buona, compreso il caffè , ma ho un’agitazione che non so più se riesco a gustarmela.
Prima di lasciare l’isola vogliamo vedere Elgol, il piccolo pittoresco villaggio di pescatori che affaccia direttamente sulle acque di Loch Scavaig, di fronte alle spettacolari montagne del Black Cuillin.
La strada per arrivarci ci offre panorami molto belli: le montagne che scendono a picco sul mare catturano maggiormente la nostra attenzione.
Da Elgos partono le gite in barca, ma visto il tempo, non è proprio la giornata adatta. Entriamo nel chiosco che organizza i tour e scambiamo qualche parola con la proprietaria che è contenta di parlare con noi. Non credo le capiteranno molte altre occasioni per socializzare oggi.
Intorno le 10 partiamo per Fort William, che non è troppo distante. Contiamo di essere lì prima di pranzo.
Abbiamo prenotato le nostre camere al The Nevis Range Base Camp Hotel, proprio alla partenza dell’ovovia. Il nome di questo hotel mi fa venire il mente il film Un cow boy con il velo da sposa. Mi piace.
A proposito di film, nel pomeriggio andiamo a Glenfinnan dove sono state girate alcune scene di Harry Potter.
Andiamo alla stazione e proprio sotto al viadotto. Piove, ma nessuno ci fa caso. Ci sono un sacco di turisti, alcuni arrivati anche da molto lontano, dalla Cina e dal Giappone.
Nelle Highlands ci sono pochissimi immigrati, circa 15.000 e gli asiatici sono un gruppo minoritario.
Non lontano dal viadotto, c’è un memoriale dei soldati dei clan, sulla cima della torre si trova una statua raffigurante un Highlander sconosciuto.
Torniamo a Fort William ed andiamo a mangiarci una buona pizza per un po’ di “italianità”.