Ieri Benedetta e Sofia ci hanno raggiunto a Muscat. Il volo da Dubai, dove loro vivono, è breve, circa un’ora. Oggi andiamo a visitare il mercato del pesce di Barka. Io mi immagino di trovare un luogo tipico con banchi caratteristici, invece qui trovo un grande e moderno spazio, un magazzino come quelli che si trovano nelle nostre zone di mare. Qui di tradizionale c’è solo il modo di contrattare l’acquisto del pesce. Alla guida spiego cosa avrei pensato di vedere, Mohamed sorride ed è felice di averci fatto vedere questo luogo che invece mostra lo sviluppo dell’Oman anche in questo settore. In effetti questo Paese che sembra l’Italia degli anni ‘60 è “tutto in movimento”. La capitale è un brulichio di ruspe e gru. Da ogni parte vengono costruite strade, autostrade e abitazioni.
Adesso ci aspetta la visita alla sorgente termale di Ain Thawara che si trova tra le coltivazioni di datteri ai piedi delle montagne Hajar. Qui c’è chi decide di fare un bagno e chi, come noi, si fa fare una pedicure dai pesciolini.
Andiamo poi a Fort Nakhal. È stato costruito su un’enorme roccia nel XVI secolo per volere di un Imam. Invece nel pomeriggio arriviamo a Al Hazm Castle. Qui è sepolto l’Imam Sultan bin Saif Al Yarubi. Il castello è stato restaurato e merita di essere fotografato per la sua bellezza. Al rientro a Muscat decidiamo di andare a cena sul mare. C’è un buonissimo ristorante greco all’interno dell’hotel St. Regis.